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Lo Yantra Yoga

pubblicato 14 apr 2016, 12:16 da paolo pappone

   Dal primo apparire di quella che chiamiamo coscienza, l’uomo ha cercato modi diversi per conservare e sviluppare il benessere del proprio corpo e della sua condizione mentale: tra questi certamente lo Yoga è tra i più antichi.

Alcuni sigilli in pietra rinvenuti nella valle dell’Indo e datati intorno al 3000 a.C. raffigurano tipiche posizioni Yoga e di questa disciplina vi sono cenni nella raccolta di scritture nota come “I Veda”, che risalgono a circa 2500 anni a.C., ma il primo testo che ne dà una descrizione sistematica è lo “Yoga Sutra attribuito a Patanjali (V-VI sec. d.C.).

   La parola Yoga deriva dalla radice sanscrita “yuj” che significa unione e corrisponde al latino “iugum”, giogo, vincolo, unione. Infatti lo Yoga è nato come insieme di principi etici, modi di vita ed esercizi fisici finalizzati a coordinare armonicamente la dimensione somatica, psichica e spirituale dell’uomo.

Dal 19° secolo questa disciplina ha cominciato a diffondersi anche in occidente dove ha raggiunto una grande diffusione nella seconda metà del secolo scorso e credo si possa affermare che tutte le tecniche di lavoro corporeo che si sono sviluppate nella nostra cultura siano debitrici, in modo diretto o indiretto, al nucleo originario di queste conoscenze.

    Attualmente sono conosciute e praticate decine di diverse tradizioni Yogiche: tra quelle a noi pervenute riteniamo di particolare importanza lo Yantra Yoga.

Anche la parola Yantra è sanscrita ed in genere indica una figura geometrica la cui forma costituisce un veicolo adatto a favorire un’esperienza meditativa: qui ha il significato di un mezzo che può costituire valido supporto per una conoscenza profonda della propria natura.

Esistono vari sistemi di Yantra, ma l’unico finora diffuso in occidente è quello trasmesso dal Maestro Chogyal Namkhai Norbu dagli anni settanta del secolo scorso. Questo insegnamento è chiamato “Nyida Khajor” “L'unione del Sole e della Luna” e fu introdotto in Tibet nell'VIII secolo dal Maestro Padmasambhava, originario dell’Oddiyana (identificata con l’attuale valle dello Swatt in Pakistan). Padmasambava lo trasmise al traduttore tibetano Vairochana, il quale redasse il testo originale: questo volume rappresenta il più antico documento relativo allo Yoga nella tradizione tibetana e può essere comparato con lo Hata Yoga della tradizione Indiana.

Il testo originario comprende la descrizione schematica di posizioni, simili a quelle dello Hata Yoga, ma diverse nella dinamica.

Data la natura molto essenziale del testo originario, la corretta applicazione pratica di questi insegnamenti sarebbe stata molto difficile se si fosse persa la tradizione orale che si tramandava direttamente da maestro ad allievo. Fortunatamente Chogyal Namkhai Norbu ha ricevuto fin da piccolo questi insegnamenti da suo zio Ogyen Tendzin (1893-1959), discepolo del grande maestro Adzam Drugpa, per cui il lignaggio di questa conoscenza è potuto arrivare intatto fino a noi.

Per preservare queste conoscenze Namkhai Norbu Rinpoche ha scritto un chiaro commentario al testo originale, basandosi sui propri appunti e su quanto appreso direttamente dai suoi maestri, in modo che oggi il prezioso patrimonio dello Yantra Yoga può essere conosciuto e praticato in modo corretto.

   Lo Yantra Yoga di Vairochana comprende in tutto 108 esercizi. La natura degli asana nello Yantra Yoga è particolarmente dinamica. Tutti i 25 yantra principali e le loro varianti sono composti di una sequenza di sette movimenti caratterizzati da tre fasi inspiratorie e tre espiratorie con una fase centrale di ritenzione del respiro: questo è considerato il momento chiave della sequenza perché è quello dove, grazie alla posizione del corpo e al tipo di ritenzione, il prana può essere indirizzato in modo da esprimere precisi benefici. Questi sono indicati nel testo per ognuno dei diversi yantra.

Per comprendere perché e come lo Yantra Yoga agisca i suoi benefici effetti, è necessario conoscere alcuni elementi di fisiologia come viene descritta nella medicina tibetana. In questa si considerano tre umori come base del funzionamento del corpo umano: Vento, Bile e Flemma. Questi non vanno intesi come sostanze semplici ma soprattutto come energie e funzioni da cui dipende tutta la fisiologia e la patologia umana. Si descrivono cinque aspetti per ognuno di essi, quindici in tutto. Quando sono in equilibrio e in corretto rapporto tra loro, abbiamo un perfetto stato di salute; mentre un loro sbilanciamento in eccesso o in difetto o un’interazione anomala tra essi produce disturbi e malattie.

In condizioni ordinarie, nessuno di noi ha consapevolezza della dimensione energetica del corpo e tantomeno sappiamo come agire su questo livello, ma possiamo facilmente imparare a controllare il nostro respiro. Di fatto, attraverso questo controllo, coordinando la respirazione con le posizioni del corpo, siamo in grado di agire direttamente sul nostro prana.

Nei suoi livelli più avanzati, lo Yantra Yoga è considerato una vera e propria via spirituale. Infatti in tibetano il termine Yoga viene tradotto con “naljor” che originariamente significa unione, ma ha anche il significato più profondo di “conoscenza primordiale”.

   Lo Yantra Yoga, se praticato correttamente con la guida di un maestro qualificato, è un sistema completo, efficace e utile per il benessere di tutti i piani della nostra dimensione: fisico, energetico, psichico e spirituale.

In occidente è stato introdotto da Chogyal Namkhai Norbu, che ha cominciato ad insegnarlo nei primi anni settanta del secolo scorso a Napoli, dove era professore associato di Lingua e Letteratura Tibetana presso l’Istituto Universitario Orientale. Da allora si è diffuso prima in Italia e ora in quasi tutti i paesi del mondo.

I corsi sono tenuti da insegnanti selezionati attraverso uno specifico programma di training perché possa essere conservata la purezza e l’efficacia di questo insegnamento.

Luigi Vitiello

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pubblicato 24 mar 2015, 02:00 da paolo pappone   [ aggiornato in data 24 mar 2015, 02:18 ]

Le Basi del Buddhismo: una breve presentazione dei punti essenziali della via buddhista.

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